In un altro articolo ho proposto un viaggio nel passato, per fare un ragionamento sulla propensione all’utilizzo di nuove tecnologie nelle aziende. Se guardiamo al passato è chiaro che a sopravvivere nei decenni sono state le aziende che hanno investito nelle nuove tecnologie.

Se non l’hai ancora letto, puoi farlo da questo link.

Ora voglio proporti un nuovo esperimento: un viaggio nel futuro.

Ma prima, permettimi una necessaria introduzione.

Come funzionano i computer?

Tutto si basa sull’utilizzo di alcuni bit, che sono la base di tutti i dati che riusciamo ad immagazzinare nei nostri Hard Disk.

In sostanza si tratta di un segnale che può essere acceso o spento, quindi un dato che può significare solamente zero oppure uno. Non si può trovare un bit che possa valere 0,75, come del resto non esiste un bit che possa contenere la parola “Ciao”.

Per immagazzinare parole, immagini, audio e programmi, i computer utilizzano lunghissime serie di bit, che, assieme, riescono a comporre una certa quantità di informazioni. Per questo motivo, ad esempio, all’aumentare della qualità delle fotocamere, servono cellulari con memoria più ampia: perché avendo più informazioni per ogni fotografia, servono più bit per poterle immagazzinare.

Quindi?

Quindi ci servono sempre più bit.

La logica conseguenza di questo meccanismo è che, quando si vogliono considerare informazioni molto grandi, come per esempio la rappresentazione grafica di una molecola, aumentano in modo esponenziale i bit necessari.

Nel suo intervento al TEDxBologna, Federico Mattei propone alcuni esempi che rendono molto semplice la comprensione di questo fenomeno.

Poniamo, ad esempio, di voler rappresentare la molecola dell’acqua in un computer: sarebbero sufficienti 10.000 bit per riuscire ad analizzarla. Ma se volessimo analizzare la molecola della caffeina, servirebbero 10^12 bit, (ovvero 10 000 000 000 000 bit) e per ottenerli servirebbe un computer grande come mezza luna.

Questo pone un limite importante alla quantità di informazione che possiamo immagazzinare, ed elaborare.

Tralasciamo la quantità di bit necessari per analizzare via computer alcune molecole ancora più complesse, come il saccarosio o la penicillina, e andiamo al punto: questo meccanismo permette di considerare informazioni contenibili in un numero di bit ragionevole.

Oltre un certo numero di bit non è più possibile spingersi.

Torniamo al nostro esperimento…

Immagina un futuro remoto in cui, al posto delle auto volanti, degli alieni al bar, delle spade laser e dell’impero intergalattico (anche se, da fan di Star Wars, mi piacerebbe da morire 😉 ), esistessero dei computer capaci di  immagazzinare molte più informazioni rispetto ai nostri.

La civiltà evoluta e pacifica di questo futuro fantastico sarebbe in grado di studiare ogni tipo di materiale per comprenderne a fondo i possibili utilizzi, potrebbe effettuare previsioni di scenari economici considerando miliari di input diversi, e potrebbe portare la scienza medica verso nuove frontiere di comprensione delle malattie.

 

Sarebbe molto figo, vero?

Certamente sarebbe molto figo vivere in una civiltà evoluta e pacifica, e credo che per quello dovremo aspettare parecchio 🙂 . Ma per il super computer possiamo dire che ci siamo.

Si chiama “Computer Quantistico”

Il computer quantistico è un nuovo tipo di computer che non sfrutta i bit, che possono assumere solamente due valori (zero o uno), bensì i qubit, che possono assumere molteplici valori.

Il tutto si basa sui concetti di sovrapposizione quantistica e di entanglement: in sostanza, a livello quantistico le leggi della meccanica Newtoniana non funzionano più, e si entra in nuovi territori di esplorazione e sperimentazione.

Non voglio trattare in questa sede il funzionamento del computer quantistico, trovi un articolo molto completo in questo link.

Ora, facciamo finta di averlo capito, e passiamo oltre.

I computer quantistici sono giganteschi, perché necessitano di enormi ed affascinanti meccanismi di raffreddamento, quindi per ora non credo che potresti mettertene uno in ufficio.

Però esiste internet, e si possono scrivere dei programmi da inviare ai computer della IBM o di Google stando comodamente seduti nel proprio salotto di casa.

La supremazia quantistica

Pochi giorni fa, Google ha dichiarato di essere riuscita a sfruttare il proprio computer quantistico per effettuare un calcolo che il computer (classico) più potente del pianeta, di proprietà di IBM, sarebbe riuscito a fare in diecimila anni. E il computer quantistico ci è riuscito in tre minuti.

La sfida è iniziata, e la corsa allo sviluppo di queste tecnologie ci permetterà di raggiungere nuove vette di utilizzo dei sistemi informatici per comprendere la realtà che ci sta attorno, oppure più semplicemente per conquistare i mercati con nuovi e più efficienti prodotti.

Sempre la solita conclusione

Come nell’altro articolo, la conclusione è sempre la stessa.

Il futuro è di chi porta le nuove tecnologie nella propria azienda, e le sfrutta per ottenere un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti.

E tu, come sei messo?

Ad oggi non puoi dare da gestire la tua azienda ad un supercomputer, ma almeno puoi automatizzare tutto l’automatizzabile, con Wugis.

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