Se sei un imprenditore significa che sei un tipo ambizioso, quindi è probabile che tu ci tenga molto a quello che fai.

Gli imprenditori sono persone che, per un motivo o per l’altro, decidono di staccarsi dall’apparente sicurezza di un lavoro dipendente, e rischiare i propri risparmi per realizzare un sogno di ricchezza, di riconoscimento, di notorietà. Quindi l’imprenditore è per natura un animale alla ricerca del miglioramento: dei propri ricavi, dei propri prodotti e del proprio status nel mercato.

Per questo motivo spesso vengono presi come esempi di successo quei pochi geni che sono riusciti a realizzare il prodotto perfetto, il migliore in assoluto nel mercato, cioè quelle persone che hanno puntato tutto sul prodotto vincente, e hanno vinto.

Ma se pensiamo a prodotti iconici come la Coca Cola, l’iPhone o la Nutella, non possiamo non tener conto delle migliaia di prodotti fallimentari, che – nella testa di chi li ha creati – erano destinati a rivoluzionare il mercato.

E loro che fine hanno fatto? Credo tu lo sappia già, sono scomparsi nell’amarezza di chi li ha finanziati.

Quello che voglio dire è che non tutte le aziende hanno la fortuna di avere le condizioni ottimali per sviluppare il prodotto perfetto.

E se i presupposti non ci sono, perché magari l’attenzione mediatica della classica piccola impresa italiana è minima, oppure perché il mercato non permette l’introduzione di prodotti rivoluzionari, allora seguire l’esempio di uno Steve Jobs, che proponeva prezzi esorbitanti per un dispositivo che stava creando il mercato degli smartphone, potrebbe non essere la migliore delle idee.

Il rischio è di concentrare troppi sforzi sulla creazione del prodotto perfetto, per poi scoprire che non frega niente a nessuno.

E, fidati, puoi seguire tutte le massime del vecchio Steve che vuoi, ma se a nessuno interessa quello che proponi, nemmeno il poster con la scritta “Stay Hungry, Stay Foolish” potrà salvarti dal fallimento.

Servono quindi nuovi modelli da seguire, che possano essere da esempio per noi piccoli e medi imprenditori che sappiamo di non poter rivoluzionare l’intero mercato in cui operiamo, ma che vogliamo comunque innescare un percorso di crescita duraturo e stabile.

Ho già parlato del caso Mc Donalds, e credo veramente che Ray Kroc sia un esempio illuminante per le PMI, ma oggi voglio parlare di un altro caso molto interessante, e magari più attuale. Comunque, se ti sei perso il mio articolo, puoi ritrovarlo qui.

La breve case history di oggi si chiama Xiaomi, e ti consiglio di prendere appunti.

Oggi è una nota casa produttrice di smartphone, ma devi sapere che è stata fondata nel 2010 da tale Lei Jun.

(Lei Jun)

Questo imprenditore geniale classe 1969, ha capito che non serviva avere un’idea geniale per creare i presupposti per sviluppare un’azienda di altissimo livello.

Infatti, nel 2011, mentre a Cupertino sfornavano l’iPhone 4s, Xiamoi ha rilasciato il suo primo Smartphone: il Mi-1.

Come noterai dall’immagine qui sopra, anche all’epoca non c’era paragone tra i due telefoni, ma mentre l’iphone arrivava a costare 900 euro, lo Xiaomi si aggirava sui 200. Ora, il fatto fondamentale era che nessuno aveva grandissimi aspettative, ma il Mi-1 funzionava bene. Seguirono il Mi-2 ed il Mi-3, e nel 2013 l’azienda contava circa due milioni di dispositivi venduti.

Da lì in poi la strategia di Lei Jun è stata quella di investire i proventi delle vendite massicce di smartphone per acquisire startup per iniziare a produrre smartwatch, smart-TV, aspirapolveri, droni e molti altri prodotti.

Qual è stato sino ad ora il segreto della crescita di Xiaomi?

 

Una strategia basata su cinque punti fondamentali:

  • Copiare dai competitor le caratteristiche fondamentali dei prodotti di punta;
  • Togliere il superfluo;
  • Migliorare qualche aspetto fondamentale;
  • Vendere ad un prezzo molto aggressivo;
  • Investire per migliorare i prodotti di cui sopra.

Se poi il prodotto finale è il migliore in assoluto tanto meglio, ma questo non è richiesto. Creare il prodotto perfetto non è l’obiettivo principale! Basta creare un prodotto con un rapporto qualità / prezzo molto a favore della qualità, della sostanza.

Ovviamente, se vuoi applicare anche tu questa strategia per rafforzarti nei confronti dei competitor, devi prima essere certo di poter gestire al meglio i tuoi flussi fondamentali, in modo da riuscire a creare una struttura aziendale scalabile.

Il miglior modo che conosco si chiama Wugis, e l’ho inventato io.

Quindi, contattaci!

Ne resterai sorpreso.

 

A presto,

Filippo Biasiolo.