A volte mi capita di pensare che al mondo non c’è solamente il mio piccolo ufficio, in cui lavoriamo dal lunedì al sabato per mandare avanti i progetti dei nostri clienti. Mi capita di pensare che là fuori ci sono aziende che fanno mille volte i miei risultati, con meno sforzo.

Questo pensiero mi si ripresenta ogni volta che, come oggi, leggo qualche articolo sugli esperimenti di nuove organizzazioni del lavoro, che dovrebbero aumentare la produttività grazie ad un aumento della soddisfazione dei dipendenti.

L’articolo in questione lo trovi sul sito del Sole 24 Ore, e parla di un esperimento fatto nello scorso agosto a Tokyo, negli uffici di Microsoft (puoi leggerlo da questo link ).

In sostanza hanno deciso di provare per un mese (Agosto 2019) a ridurre la settimana lavorativa di un giorno, concedendo tutti i weekend lunghi.

E qui so già che stai pensando che, semplicemente, non avevano voglia di lavorare col caldo. E devo ammettere che, leggendo il titolo dell’articolo devo ammettere che l’ho pensato anche io 🙂 .

Ma i risultati in termini di produttività (e non solo) mi hanno sorpreso:

  • Aumento delle vendite per dipendente del 39% rispetto allo stesso mese del 2018;
  • Riduzione dei costi di elettricità del 23%;
  • Dipendenti molto soddisfatti (hanno avuto quattro weekend lunghi in un mese!!);
  • Snellimento generale dei tempi per i processi interni.

Credo che questo esperimento, che verrà ripetuto nei prossimi mesi, renda manifesto il rapporto spesso non ben visibile tra produttività e felicità nell’ambiente di lavoro. Un rapporto che spesso non viene tenuto in considerazione nelle nostre piccole e medie imprese, ma che può determinare il tasso di redditività del personale nel medio / lungo periodo.

In effetti, la teoria alla base è molto semplice, e voglio riassumertela in tre semplici punti:

1 – Siamo tutti esseri umani

Non c’è molto da dire in questo punto: le persone tendono a fuggire dalle situazioni che causano dolore e frustrazioni, e andare verso quelle che causano piacere e soddisfazione. Questo avviene in qualsiasi ambito, specialmente in quello lavorativo.

Uno dei componenti che causa soddisfazione è certamente il compenso mensile, ma non è di certo l’unico: contano le comodità, la distanza da casa, il rapporto con colleghi e capi, i benefit, la rispettabilità del ruolo e molto altro ancora. Per alcuni è importante anche la possibilità di ostentazione.

Quindi è chiaro che siamo in una situazione variegata: moltissime statistiche in merito alla permanenza dei dipendenti nelle aziende dimostrano che i tempi in cui bastava un aumento della tariffa oraria di quando in quando per garantirsi fiducia eterna sono finiti da un pezzo.

2 – Perdere i dipendenti giusti costa molto

Non sono un grande fan degli uomini chiave, da cui tutto dipende e che, se vengono messi sotto al bus, fanno fallire le aziende.

Anzi, al contrario, con Wugis mi occupo di creare dei sistemi che permettano alle aziende di funzionare anche senza gli uomini indispensabili. Ma questo non significa che non ci vogliano i dipendenti giusti!

E, se sei un imprenditore, di certo saprai quanto è difficile trovarli. E la cosa più brutta del mondo è quando hai speso per agenzie interinali, curriculum, tirocini, corsi di formazione eccetera, e poi quando inizi a trovare la persona giusta e vedere che lavora bene, questo si dimette perché ha trovato un posto più vicino a casa, o che gli offre qualche euro in più al mese.

Quindi è molto importante lavorare per tenersi i dipendenti, farli crescere, piuttosto che avere un grande e costoso turnover.

3 – Solo le macchine (e i software) rendono sempre allo stesso modo

Come lavora un dipendente che, la sera prima, ha appena rotto con la fidanzata?

E uno che è stato sgridato per una cosa che non gli era stata spiegata?

E uno che è talmente sotto pressione da sentirsi in colpa se ha la febbre?

Male, molto male.

Magari da un punto di vista tecnico è il dipendente perfetto, ma se non è messo in condizione di performare sarà poco energico, stanco, infelice e incazzoso. E gli incazzosi sono anche contagiosi.

Se è vero che non puoi costringere la sua fidanzata a tornare con lui (sarebbe da ridere), puoi però dargli gli strumenti giusti per ottimizzare il suo lavoro in modo da non essere quasi mai tirati con i tempi. Così anche un giorno di malattia non sarebbe un problema, come del resto un weekend lungo.

 

Bene, e adesso?

Adesso sei pronto a chiudere tutti i venerdì e andare finalmente a farti un weekend alle terme? Beh vacci piano.

Sono sicuro che la Microsoft non ha problemi di organizzazione del lavoro, e che tutti i loro flussi principali sono ottimizzati al massimo, tirati come corde di violino.

Ecco perché possono permettersi di fare gli esperimenti new age sulla settimana corta, e ottenere anche grandi risultati!

Ma scommetto che tu non hai ottimizzato i flussi di lavoro come la Microsoft, quindi ti conviene, per ora, mettere il progetto “Settimana corta” nel cassetto.

Ma potresti cominciare con l’ottimizzare la tua azienda, con Wugis.

Se non hai mai visto Wugis ti invito caldamente, per il tuo bene 😉 , a contattarci, per vedere con i tuoi occhi la magia dell’ottimizzazione dei processi informativi.

 

Contattaci subito!

 

A presto,

Filippo Biasiolo.